#verybello, il copia-incolla, Franceschini e gli hacker.

Pare assurdo che il primo blog post che mi trovo a scrivere qui riguardi verybello.it e non qualcosa di più pregnante, ma ci sono un po’ di cose che volevo mettere in fila, per chiarezza e comodità per tutti.

  1. Il sito è proprio brutto. Non piace, tra gli altri, a Guido Scorza, Massimo Mantellini, Matteo Flora e Riccardo Luna.
  2. Ieri sera ho fatto scraping di verybello.it, ovvero ho estratto in modo automatico con uno script tutti gli eventi dal sito (sono in questo database SQLite). Il codice lo trovate su GitHub. Come mi ha fatto notare Napo i dati disponibili sul sito sono open by default e parte di essi già disponibili sul catalogo open data del MiBACT. Ciò non toglie che il primo passo per ricostruire verybello – perché c’è almeno bisogno di ricostruire, di ripartire da zero – è mettere a disposizione i dati.
  3. Le considerazioni di Matteo Flora mi sono servite per lo scraping, vale la pena però aggiungere alcune chicche scoperte oggi:
    • Riccardo e Marco Montanari mi hanno fatto notare che tutti gli eventi della pagina sono caricati nell’HTML, solo i primi 31 sono visibili. Quelli restanti sono commentati nel codice HTML e vengono caricati attraverso del codice javascript.
      Screenshot del sorgente di verybello.it

      Screenshot del sorgente di verybello.it (grazie Marco)


      Per raccontarlo con un paragone metaforico, questa cosa è tanto furba quanto scendere da una strada di montagna in macchina spegnerdo il motore e mettendo in folle. Così si risparmia la benzina, no? Il sito dovrebbe ospitare (citando il titolo) “1000+ cultural events“, chi ha scritto la pagina pensa di usare questo sistema per caricare 1000 eventi? Ma chi l’ha progettato questo sito?
    • Marco Fioretti ha notato una certa somiglianza tra verybello e questa pagina su themixxie.com (vedete lo screenshot sottostante).
      Confronto tra il sorgente di verybello.it e ilPer altro contenuto di themixxie.com

      Confronto tra il sorgente di verybello.it e il contenuto di themixxie.com (grazie Marco F.)

      Ora, sia themixxie.com che verybello.it sono state realizzati da LOLAETLABORA srl, come si può vedere da un whois: 1 e 2. Non stiamo parlando di violazione di copyright (rispetto al quale vale comunque l’osservazione che giustamente fa Scorza nella sua replica a Franceschini), quindi, ma in ogni caso fa un po’ specie vedere che quello che dovrebbe essere il portale per gli eventi dell’Expo è stato messo insieme con quello che pare un copia-incolla alla bell’e meglio. (Per farvi capire alcuni elementi nel codice di verybello hanno classi che si chiamano evento-mixxielink, le immagini sono servite da https://mixxie.s3.amazonaws.com/ che immagino sia il CDN usato da themixxie.com). Ecco comunque le pagine di cui sopra salvate su Internet Archive:
      (web archive: verybello.it),
      (web archive: themixxie.com (1)),
      (web archive: themixxie.com (2))
  4. Dato il punto precedente, questo sito non vale sicuramente 35.000,00 € (+ IVA), in nessuno degli infiniti universi quantistici possibili.
  5. Franceschini. In tutto questo il ministro riesce a mettere la ciliegina sulla torta con un tweet in cui, nella migliore delle ipotesi, dimostra di non avere idea di cosa stia succedendo. Di non avere idea del fatto che verybello.it è quanto di più lontano da quello che dovrebbe essere un portale per invitare i turisti a scoprire gli eventi dell’Expo. Di non avere idea del fatto che i 500.000 contatti e gli oltre 13.000 tweet in realtà sono per la stragrande maggioranza critiche.

E veniamo quindi anche all’ultimo punto.

Gli hacker.

Nella lettera che ha scritto in risposta all’articolo di Scorza, Franceschini dice:

Nella nottata di sabato il sito ha subito due attacchi hacker.
(enfasi nell’originale)

Poniamo per un momento che siano pure attacchi hacker e che non dipendano da problemi trecnici del sito che è molto pesante da caricare (ricordate la metafora dello scendere dalle montagne con la macchina in folle di poco fa?), sarebbe bello sapere di che si trattava.

E vale la pena ricordare che alcune forme di protesta sono completamente leggitime.