Benvenuti, gente che ha iniziato a lavorare da casa

Questo articolo è la traduzione di un blog post di Brandon Harris, “Welcome, Folk new to Working From Home“. Grazie ad Andrea per la rilettura.

Dato lo stato del mondo oggi, tante persone stanno scoprendo ora le gioie e i dolori dello smartworking, il lavoro da casa. Lavorare da casa a tempo pieno può essere disorientante e sfibrante, mentalmente ed emotivamente. Su con la vita! Si può fare. Basta cambiare alcune modi di pensare rispetto a certe cose.

Io lavoro da casa a tempo pieno da circa cinque anni. Non è il mio primo impiego in cui lavoro da remoto; l’ho sempre fatto, in una forma o nell’altra, anche quando avevo un lavoro per il quale ci si aspettava che andassi in ufficio.

Il punto è che andare in ufficio dà al proprio cervello un forte segnale di cambio del contesto. Quando vai in ufficio, fai un percorso: casa -> spostamento -> ufficio -> spostamento -> casa. Ora però non ti devi più spostare e non si hanno più queste occasioni naturali di cambiare il contesto. Per cui bisogna adattarsi. È facile, ma richiede un po’ di disciplina.

Le prime due cose da considerare sono la routine e la distanza.

Routine

Devi creare una routine. Questa routine includerà quelle che chiami le tue “ore di lavoro”. Le tue ore di lavoro non devono essere necessariamente consecutive. Le puoi suddividere in blocchi, se preferisci, oppure tenerle tutte insieme – puoi decidere da solo. Comunque, ti avviso che avrai problemi a concentrarti per otto ore di file e, infatti, ti consiglio di non farlo.

Dovrai sviluppare una tua routine. Prima ce l’avevi, ma comprendeva anche i tuoi spostamenti da pendolare per un’ora e poi stare seduto in ufficio e poi viaggiare per un’altra ora. Adesso hai recuperato quelle due ore! Occupale con qualcos’altro.

La mia routine quotidiana è più o meno così: Sveglia, Corsa, Doccia, Caffè, Email. Così arrivo alle 9 circa. Poi: Supermercato vicino casa (cibo per la giornata). Alle 11 porto fuori il cane. Dopo tutto ciò inizio il mio primo “blocco” di lavoro.

Un blocco di lavoro dura dalle 2 alle 4 ore – un tempo sufficiente per affrontare un certo insieme di compiti. Questo è come dovresti pensare al lavoro: non come “tempo speso da una certa ora a un’altra” ma come “compiti portati a termine”. Una giornata contiene diversi blocchi di lavoro. Organizzali nei momenti che ti sembrano migliori.

Immagina il tuo giorno come una serie di “caselle”. A volte le caselle vengono riempite, a volte no. Io ho una casella per “cose da fare per cui c’è bisogno che prenda la macchina” che va in mezzo tra “corsa” e “andare al supermercato”.

Non sentirti in colpa se lavori fino a davvero tardi! Può darsi che ti ritroverai a lavorare alle due di notte, e perché no? Una cosa importante è che ti devi dare il permesso di infrangere le regole perché le regole non funzionano più (qualche parola in più su questo a breve).

Distanza

La seconda cosa di cui hai bisogno di inventarti è la distanza – psicologica – tra la tua “vita lavorativa” e la tua “vita casalinga”. Il modo più facile per farlo è creare uno “spazio di lavoro” – un posto dove ti metti a lavorare che non sia parte della “routine giornaliera” di casa tua.

Magari lavori dalla stanza degli ospiti. Magari in veranda. Magari ti sei costruito il tuo nido sul lato lontano del tavolo in salotto. Dovunque sia questo posto ti deve permettere di creare una “transizione”.

In passato lavoravo sul tetto del mio palazzo, dove potevo fumare sigari tutto il giorno. Ora uso la nostra stanza degli ospiti.

Mai lavorare dal letto o dalla tua camera da letto. Considerala come una linea sacrosanta per cui ogni volta che la attraversi stai tornando alla tua “vita casalinga”.

Ad alcune persone piace lavorare da un bar o un caffé. Io li trovo imprevedibili, come va va e ci sono un sacco di distrazioni. Fai come ti pare, ma in questi tempi di COVID-19, li eviterei.

Rispondi alle telefonate fuori, se puoi. Anche questo aiuta a creare della distanza.

Ansia da produttività

Potresti sentirti molto in ansia perché pensi di non essere produttivo. Ignora il senso di colpa, è una bugia. La produttività non si può davvero misurare così.

Passerai delle ore a non fare niente perché sei bloccato su qualcosa e poi ti sentirai di merda per questo. Ti sbloccherai alla fine, ma fino ad allora è il festival dell’ansia. Un posto terribile dove passare il tempo.

Ecco come risolvere il problema: gioca a qualcosa per un’ora o fatti una passeggiata o passa l’aspirapolvere o cucina qualcosa o fai un po’ di yoga.

Vuol dire che te la stai spassando? No. No. E ancora no.

Ci sono giorni anche in ufficio in cui non riesci a fare un cazzo – l’unica cosa è che hai dovuto pagare il tuo obolo a Caronte traghettatore (dei pendolari).

La differenza tra il non concludere niente in ufficio e il non concludere niente a casa è che in ufficio puoi fare finta di aver fatto qualcosa che sia “produttivo”. Puoi sempre sembrare occupato se ci sono altre persone intorno.

Ma sai qual è la verità? Quello non è essere produttivi. È un’illusione. Non sei più o meno produttivo o bloccato al lavoro o a casa; è solo che a casa puoi comparare la tua apparente mancanza di risultati solo con te stesso.

La libertà da questo meccanismo deriva dal realizzare che questa è un’illusione e che il tuo cervello non si ferma. Sta sempre risolvendo problemi, sta sempre lavorando per sbloccarti. Ti farà sapere quando avrà risolto il tuo problema. Fidati di lui.

Non passare il tuo tempo da “bloccato” a sentirti ansioso. Usa quel tempo per fare qualcosa di utile o divertente. Usalo per te! Per favore, non sentirti in colpa.

Procastinare

Potresti trovare che passi sempre più tempo a fare le pulizie e altre cose in casa. Combatti quest’impulso: stai procrastinando.

Se una cosa va fatta (i piatti sono sporchi), falla (lavali). Ma non fare cose extra (affilare i coltelli). Devi veramente organizzare i libri sulla mensola proprio adesso? Probabilmente no; abbassa la priorità di quel compito.

Cura personale

Ora che hai tutto questo tempo troverai che inizierai piano piano a riempirlo. È facilissimo riempire il tuo tempo con il lavoro e le faccende di casa. Una cosa davvero importante che è necessario che tu faccia è ritagliarti un’ora di tempo per te e solo per te.

Sto parlando di “impostare il telefono su non disturbare per un’ora e fare una cosa”. Io gioco a qualcosa o corro intorno al lago, per dire. Fai qualcosa per te e solo per te. Metti questo slot di tempo in calendario, se serve.

Preparati e vestiti ogni giorno. Fai la doccia almeno un giorno sì e uno no. Molto probabilmente dovrai fare qualche meeting in videoconferenza, qualche volta senza preavviso, e hai bisogno di essere pronto anche per quelli.

Vai fuori almeno una volta al giorno – anche se solo per ritirare la posta o vedere qualcun altro.

Rifai il letto ogni giorno. Rifare il letto crea un segnale psicologico: Adesso è l’ora in cui inizia la giornata. È il momento di essere occupati.

Uso di sostanze

Riguardo “sostanze” varie. Non ho alcun consiglio da darti. Sei a casa tua. Sai come funzioni al meglio. Raggiungi l’obiettivo.

Magari bevi una o due birre quando scrivi codice. Magari non lo fai. Raggiungi l’obiettivo. Magari mastichi gomme, o sgranocchi qualcosa. Magari non lo fai. Raggiungi l’obiettivo.

In passato, fumavo dei sigari sul tetto, al sole. Adesso non lo faccio.

Qualsiasi cosa funzioni è una cosa tra te, i tuoi datori di lavoro, e il Grande Programmatore della Nostra Simulazione.

Comunicazione

Troverai che cambi il modo in cui vuoi comunicare con i tuoi colleghi. Questo sarà differente per ciascuno, ma nella mia esperienza le persone evitano di usare sistemi di comunicazione spammosi quando lavorano da casa (per esempio, imparerai a odiare Slack).

É facile perdersi nei sistemi di comunicazione on-demand (cose che ti pingano in continuazione) quando si lavora in un ufficio, perché tutto questo contribuisce alla cosa del “sembrare occupati”. Quant’è utile quel richiamo costante per davvero? Spegnilo. Chiudi i tuoi programmi di mail e chat. Aprili solo una volta l’ora, al massimo.

Imparerai velocemente quali riunioni avrebbero potuto essere solo una mail.

Buona fortuna!


L’immagine in testata è una mia foto delle Dolomiti fatta da Povo (Trento). L’immagine è rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale (CC BY-SA 4.0).

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